News Interazione tra esseri umani e nuovi veicoli

IAM roadsmart theoryIl maggiore ente inglese dedicato ai problemi ed alla sicurezza stradali, IAM RoadSmart, ha detto in un rapporto che i veicoli a guida autonoma non saranno sufficientemente sicuri fino a che non saranno connessi con tutte le altre automobili in circolazione

Fino ad allora, IAM RoadSmart crede nella mente umana. parlando con l’altro e prevedendo cosa sta succedendo all’orizzonte. Neil Greig, Direttore di ingegneria e ricerca IAM RoadSmart, ha dichiarato: “La situazione migliore è quella dove si può avere una migliore panoramica di quello che succede attorno quando i veicoli si parlano tra di loro, aggiungendo le conoscenze umane per individuare le possibilità di eventuali incidenti prima che accaddano”.

 

Il documento viene da Brandon Schottle presso l’Università del Michigan ed è stato chiamato fusione sensoriale: un confronto tra il rilevamento della capacità dei conducenti umani e dei veicoli altamente automatici (riferimento 1).

Mr Schottle ha detto nel suo rapporto: “Macchine/computer ben si adattano a svolgere compiti come guidare, soprattutto per quanto riguarda il tempo di reazione (velocità), il controllo della potenza, la coerenza e l’elaborazione delle informazioni multicanale. Gli umani generalmente mantengono un vantaggio in termini di ragionamento, percezione e sensi quando guidano.” Ha aggiunto: “Mentre non esiste nessun sensore che possa eguagliare completamente le capacità degli umani, qualcuno offre capacità che sono impossibili da raggiungere per gli umani”. “Nel breve e medio termine il sistema di rilevamento AV [veicolo autonomo] è un sistema per la rilevazione di qualsiasi tipo di veicolo”

Mr Schottle ha sottolineato una serie di circostanze in cui entrambe le capacità umana e la percezione di un veicolo collegato possono essere compromesse – aumentando così la necessità di ciascuna delle parti di lavorare insieme, quali condizioni meteorologiche estreme, eccessiva sporcizia oppure ostacoli fisici, l’oscurità o la scarsa illuminazione, le ostruzioni fisiche di grandi dimensioni e il traffico denso.

Il rapporto indica anche dove il cervello umano è superiore al veicolo intelligente, segnalando che questo vantaggio è nelle aree della memoria, del ragionamento, dei sensi e della percezione. Nel mese di marzo, IAM RoadSmart ha avvertito che le automobili con elevate livelli di autonomia potrebbero rendere i conducenti più pigri ed indurre a rilassarsi con i gadget – con implicazioni di grande portata per la potenziale riduzione delle persone uccise o gravemente ferite sulle strade. (Referenza 2)

Neil Greig ha affermato allora: “Quando si tratta di auto senza conducente, i membri di IAM RoadSmart non vogliono dare il pieno controllo alla vettura. Le implicazioni della futura competenza e la formazione del conducente non ci soddisfano in quanto siamo più dipendenti dalla tecnologia e gli effetti sono tutt’altro che chiari “.

Il rapporto della Commissione Scienza e Tecnologia della Casa dei Lords in relazione ai veicoli connessi e autonomi: Il futuro? ha stilato questa visione, affermando: “Le auto autonome possono avere implicazioni negative per i conducenti, rendendo i conducenti compiacenti e dipendenti dalla tecnologia. Questo è pericoloso in modo particolare in situazioni di emergenza, quando la reazione del conducente è lenta e non è in grado di riprendere subito il controllo del veicolo”.

IAM RoadSmart sta organizzando una conferenza in collaborazione con la Fondazione RAC, a Londra, il 4 ottobre 2017 su come gestire in modo sicuro la transizione alle vetture autonome. Coloro che desiderano registrarsi per partecipare alla conferenza dovrebbero inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

Fonte | www.elecricmotornews.com

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